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La merce è stata raccolta in Valposchiavo, Bregaglia ed Engadina. I beni saranno distribuiti in Ucraina attraverso l'assistenza regionale dell'Oblast di Rivne e la Благодійна організція «Фонд Руфь»/Charity organisation "Ruth Foundation"

Indirizzo di consegna:

вул. Шевченка, 8А,
с. Тучин, Гощанський р-н, Рівненська обл., Україна,
35415 / 8A Shevchenko str, Goshcha district, Rivne region,
Ukraine, 35415

Si ringraziano:

In alto da sinistra: Luigi Beti. Beat Metger. Werner Brändle
In basso da sinistra: Marcella Raselli, Nando Zanetti, Severino Passini, Franco Paganini, Alexander camionista, Livio Mengotti, Ezio Crameri

È stato fatto un video accelerato delle operazioni di carico dove si può vedere la quantità e la qualità del materiale caricato. Clicca sul lin sottostante per vederlo:

Link video accelerato

 

 

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La presidente dei Lions Valposchiavo Michela Paganini  ha gentilmente invitato l'IUVP alla tradizionale cena dei Lions per presentare la nostra associazione agli associati.

I Lions servono a livello locale in molti modi. Ogniqualvolta e ovunque si verifichi un disastro, i Lions sono spesso tra i primi a prestare soccorso. Le opere umanitarie dei Lions sono rilevanti e celebrate da oltre 100 anni. Collaborando insieme, i Lions individuano quali sono le principali necessità e portano aiuti umanitari laddove ce n’è più bisogno.

Il nostro fondatore Andrea Compagnoni era stato inisignito della più alta onorificenza mondiale dei Lions. Il diploma si può vedere all'agriturismo Miravalle.

 

 

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Il 31 agosto 2023 avevamo caricato 90 metri cubi di materiale per un totale di 9'670 kg destinato alla Comunità religiosa "Portatori di speranza" di Chișinău". Il materiale è stato distribuito nella regione e servirà soprattutto ad aiutare i profughi ucraini che arrivano in Moldavia. Per verificare la situazione sul posto abbiamo inviato un nostro volontario che ci ha scritto il seguente rendiconto

A metà ottobre mi sono recato in Moldavia per alcuni giorni a visitare Eduard Edu e la sua comunità religiosa evangelica "Portatori di Speranza". Per non arrivare completamente a mani vuote ho deciso di portare con me una pianola donata dai miei vicini di casa a IUVP. La pianola ha viaggiato con me in aereo in cabina e verrà installata in una delle sei chiese "multiuso" fondate da Eduard, di cui parlerò in seguito.

Parto con l'aereo da Orio al Serio a Bergamo. L'Airbus A320 vola dapprima su un tappeto di nuvole dalla superficie variegata, da cui spuntano le vette più alte delle Alpi prima e in seguito dei Carpazi. Col naso stampato sull'oblò dell'aereo vedo le luci del tramonto e poi le luci delle città, pozzi di luce con filamenti che portano ai villaggi. All'atterraggio dopo le procedure doganali trovo Chişinãu, una città internazionale e moderna ad attendermi. Una cosa che si nota subito sono i semafori col conto alla rovescia che indica in secondi la durata della fase rossa o verde. Pernotto nello Chalet di Eduard ancora inconsapevole del salto indietro nel tempo che mi attende il giorno dopo.

Alla mattina del 14 sono a Durleşti, oramai un sobborgo di Chişinãu dove c'è l'ufficio dei Portatori di Speranza. Lì Giorgio, Samiel e Sergio caricano una camionetta con circa 3 tonnellate di cibo di prima necessità (purea, pasta, patate, fagioli, zucchero, olio, vestiti) per un valore di circa 3'000 euro che verrà poi distribuita a 183 famiglie che si trovano in condizioni difficili. Un'azione come questa era stata resa possibile dal contributo IUVP in primavera. La camionetta porta il cibo al magazzino dei Portatori di Speranza a Ungheni a circa due ore di auto di distanza. Eduard è preoccupato per l'inverno e dice che il suo traguardo è organizzare sei di queste azioni ogni anno.

Sergio, Eduard, Giorgio e Samiel di fronte alla camionetta con 12 metri cubi di cibo

A Ungheni vedo il magazzino con il suo responsabile Sascha. Ci sono ancora alcune finestre, scatole e il letto medico dell'ultimo camion spedito a fine agosto da IUVP. Sascha mi assicura che i vestiti e i beni non vengono distribuiti a casaccio ma secondo le necessità di ogni famiglia, cosa che potrò constatare anch'io dopo aver visitato le famiglie nei villaggi.

Sascha mostra il contenuto del magazzino di Ungheni

Eduard mi mostra lettere di ringraziamento con fotografie di bambini che servono per dimostrare al governo moldavo che i carichi ricevuti vengono donati e non venduti.

Le lettere di rigraziamento sul tavolo

Nei giorni seguenti accompagno i portatori di speranza nei villaggi di Grozasca, Horodca, Ulmu e nella cittadina di Criuleni. Si parte col bus carico da Ungheni e ci si reca nei villaggi a distribuire cibo e materiale alle famiglie povere. Andrej, Giorgio e Andrej l'uzbeko, ognuno sono responsabili di un villaggio, in cui loro sono cresciuti. Non è soltanto un aiuto materiale ma anche spirituale, a volte si deve convincere un marito che non è una vergogna accettare un aiuto, a volte si legge un passaggio della Bibbia per dare coraggio e poi ci si informa se altre persone necessitano di aiuto.

La signora ci ha regalato la cassetta di uva sulla destra per ringraziarci

Alcune dacie delle famiglie che visito sono malmesse. Alcune hanno buchi nel tetto ed alcune stanze non sono agibili. Tutte le famiglie vivono in maniera rurale, con un piccolo giardino davanti a casa e con molti animali, generalmente oche, galline e un cane. Poi fuori vedo una motocross sfrecciare e mi chiedo se un contrasto simile ci fosse nella Valposchiavo degli anni sessanta.

Dapprima non ci faccio caso, ma poi comincio a notare in tutte le case che visito magari un giocattolo o un cavallo a dondolo o una bicicletta o un mobile e con piacere penso che devono essere di IUVP. Sono così testimone di una distribuzione capillare e laboriosa che richiede molto tempo, discussioni e benzina per raggiungere tutti i bisognosi, in un certo senso la versione speculare della raccolta che IUVP fa casa per casa, soffitta per soffitta, che con cura sceglie e trasporta il materiale al magazzino di Zalende.

I portatori di speranza consegnano cibo e due materazzi nuovi a questa famiglia. Si intravvede un cavallo a dondolo.

Andrej l’uzbeko dietro a sinistra consegna cibo, anche qui si notano mobili e pupazzi che forse sono di IUVP

Ho occasione di visitare due delle sei chiese che Eduard ha costruito. Nella chiesa di Holercani assisto alla Messa domenicale, naturalmente sedie e divano sono di IUVP e c'è una lavatrice per chi vuole lavare i panni!

Eduard durante la predica della Messa domenicale

Nella chiesa di Criuleni ci sono anche una lavatrice, una stanza piena di vestiti per chi ha necessità e una stanza con materazzi per trasformarla in un dormitorio per rifugiati. Verrà anche presto installata una cucina. È in questa chiesa che la pianola trova casa ed è il piccolo Adrian, figlio di Natalyia e Andrej l'uzbeko il primo moldavo a suonarla.

Adrian suona felice la pianola nella chiesa di Criuleni

Ma cosa ci fa un uzbeko in Moldavia, vi chiederete? L'ho chiesto ad Andrej e la risposta è semplice. Andrej ha conosciuto Natalyia in Uzbekistan perché lei era lì ad aiutare con l'ONG Operation Mobilisation e in seguito si sono trasferiti nel paese natale di Natalyia, la Moldavia. Come dire che noi aiutiamo la Moldavia, la Moldavia aiuta l'Uzbekistan e alla fine ci si aiuta un po' tutti a vicenda. Tra l'altro l'Uzbekistan ha delle montagne bellissime simili alle nostre. Andrej e Natalyia oltre al loro figlio Adrian hanno adottato altri 2 figli. Poi hanno ricevuto una chiamata dai servizi sociali: ci sarebbero altri 6 fratelli e sorelle da adottare in blocco perché la legge non permette di spezzare le famiglie di orfani. E così ora nella loro casa ci sono 9 figli da accudire!

Infine quasi per caso ho fatto anche il turista: sono capitato in un museo sovietico all'aria aperta, probabilmente una caserma abbandonata, dove moltissime statue di Lenin e Stalin stanno a meditare sotto la pioggia inclemente assieme a tre aereoplani e due elicotteri sovietici.

Il museo sovietico all’aria aperta di Petru Costin

Sono anche salito su di uno e per un attimo ho pensato di tornare a casa con quello :-) Poi ho visitato il museo etnografico di Criuleni: i loro costumi tradizionali e atrezzi agricoli sono simili ai nostri. Il condottiero moldavo Stefan Cel Mare è l'eroe nazionale. Il nome Criuleni è dato dai due innamorati Criu e Leni, che si sono affogati nel fiume Nistru perché il loro amore era osteggiato dai loro genitori. Nel museo ci sono le fotografie che commemorano i morti nelle guerre di Transnistria e Afghanistan.

Adrian al museo etnografico di Criuleni di fronte a un bellissimo telaio per la tessitura

Della Transnistria ho visto solo il posto di blocco con un soldato e un carro armato russo a Ustia e un po' da lontano la centrale idroelettrica a fiume di Dubãsari. Mentre da noi il progetto sembra congelato, ho visto che in Moldavia si sta costruendo un "parc fotovoltaic", sembra pusciavin ma no, è moldavo.

Non posso terminare l'articolo senza parlarvi di Giorgio che tra le altre cose parla benissimo l'italiano. Sua madre è morta quando lui aveva tre anni ed è cresciuto assieme ad altri 14 fratelli grazie a suo padre che di giorno lavorava e di notte cacciava nei boschi. Ha lavorato per alcuni anni in Italia ma poi è tornato in Moldavia dove si è sposato e cresce i suoi tre figli. Ora oltre ad essere un portatore di speranza lavora anche nel negozio "Papà di Gigi" dove si ripara di tutto, dagli indumenti ai televisori. È Giorgio che mi accompagna all'aereoporto di Chişinãu. Ci salutiamo e come tutti gli altri portatori di speranza mi raccomanda di portare un sentito grazie a tutti i volontari e donatori di Interventi Umanitari Valposchiavo.

All'aereoporto mi sento come sollevato, da una parte non devo più trascinare la pianola tra i controlli aereportuali, dall'altra lascio un paese, la Moldavia, in forte crescita economica, popolata da gente gentile e risoluta, da donne e uomini di buona volontà!

Per IUVP, Tiziano Mengotti

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All’agriturismo Miravalle allestita un’esposizione permanente

Articolo di Giovanni Ruatti redattore di Il Grigione Italiano

30 anni fa è stata fondata l’associazione Interventi Umanitari Val Poschiavo con lo scopo «di sostenere e realizzare progetti di aiuto umanitario nel campo sociale, in caso di catastrofi naturali, di conseguenze di eventi bellici e altre situazioni di emergenza». Oggi, appena partito l’ultimo carico di “solidarietà”, questa volta verso l’Ucraina, l’attuale comitato ha voluto ricordare il fondatore e l’anima di questo gruppo, Andrea “Kim” Compagnoni, con una piccola esposizione di foto ed onorificenze all’Agriturismo Miravalle di Brusio.

Come mostra l’esposizione al Miravalle, Kim Compagnoni si era impegnato in sostegni umanitari già dal 1976 aiutando la popolazione del Friuli (Italia) colpita da un terribile terremoto e successivamente le zone terremotate di Campania e Basilicata (Italia, 1980). L’attività umanitaria valposchiavina era già viva, ma solo nel 1993 il gruppo ritenne di fondare un’associazione al fine di avere «un assetto istituzionale su base privata» per poter aiutare le popolazioni afflitte dalla Guerra dei Balcani.

Numerosi sono gli interventi e le catene di solidarietà svolte ogni anno, che dimostrano quanto grande è stato il cuore della Valposchiavo, spinto dalla guida di Kim e dall’impegno dei volontari. Troviamo lungo la parete diversi ringraziamenti giunti dai paesi balcanici, dall’Africa e da altre località dell’Europa orientale, concludendo con i ringraziamenti riguardanti gli ultimissimi interventi in Ucraina assediata dalla guerra. Sono convinto che Kim sarebbe particolarmente orgoglioso che l’associazione abbia mantenuto alto lo spirito di solidarietà e di dedizione nonostante la sua dipartita dal mondo terreno, avvenuta nel gennaio 2020.

A Kim, nato nel 1928 a Londra, è stato riconosciuto più volte l’impegno sociale e umanitario. È stato per 50 anni presidente dell’Associazione Poschiavina Esploratori in favore dello scoutismo in Valposchiavo, poi sono state assegnate onorificenze dalla Fondazione internazionale Lions, ma anche come Cittadino onorario del Comune di Poschiavo, luogo dove aveva la sua attività di sellaio e tappezziere, e addirittura come Cavaliere della Repubblica italiana. Tanti riconoscimenti, meritati, ma non era spinto dal collezionare questi nelle sue attività, ma da una sorta di vocazione verso i bisognosi. Lo sa e sapeva bene chi gli era vicino. Compare infatti in una targhetta esposta la citazione di Madre Teresa di Calcutta: “Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno”, oppure sul muro la frase di Martin Luther King: “Se non posso fare grandi cose, posso fare piccole cose in modo fantastico”, a sottolineare l’importanza dell’impegno nella nostra quotidianità, giorno dopo giorno, fatta con cura e umiltà.

E sempre costantemente, in fede al motto poschiavino che lo contraddistingueva: “Mola miga ‘l mazz!” Come si diceva poc’anzi, l’attività dell’IUVP è continuata anche negli ultimi anni. Pochi giorni fa è partito un carico per le zone del Donbass. Sono state spedite 181 scatole regalo per bambini «preparati con affetto dalle donne e mamme della nostra regione, confezionati con cura da Stefania Plozza con le sue collaboratrici», come comunicato sul sito web dell’associazione. E poi ancora altro materiale importante per superare i mesi invernali: stufe, piumini, abbigliamento invernale, e poi ancora armadi, sedie, divani, letti, di cui 4 per ospedali, giocattoli, biciclette.

Comitato IUVP: da sinistra: Livio Mengotti presidente, Marcella Raselli cassiera, Laura Costa-Compagnoni vicepresidente, Severino Passini asessore alla logistica, Assunta Paganini-Capelli attuaria, Fernando Zanetti asessore ai trasporti. Manca Romano Dorsa.

L’esposizione permanente è stata voluta dall’attuale presidente Livio Mengotti e dal comitato composto da Laura Costa-Compagnoni vicepresidente, Assunta Paganini attuaria, Marcella Raselli cassiera, Severino Passini addetto alla logistica, Ferdinando Zanetti trasporti, Romano Dorsa assessore. per ricordare una storia d’umanità valposchiavina contrassegnata dal grande impegno e dalla lungimirante guida di Kim, ma anche per indicare che il cuore umanitario della Valposchiavo che è ancora pimpante e sensibile, e conta sul tempo ed energia di diversi volontari.

A tutti loro l’augurio di “non mola miga ‘l mazz”.

 

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29 dicembre 2023 - A nome di Interventi Umanitari ValPoschiavo vorrei qui ricordare l’impegno di Giovanni Lardelli per la nostra società.

L’associazione Interventi Umanitari Valposchiavo ha lo scopo di sostenere e realizzare progetti di aiuto umanitario nel campo sociale, in caso di catastrofi naturali, di conseguenze di eventi bellici e altre situazioni di emergenza.

Quest’anno ricorrono i 30 anni dalla fondazione ufficiale di Interventi Umanitari ValPoschiavo.

L’associazione è stata fondata ufficialmente nel 1993 con la partecipazione di Andrea Compagnoni e Giovanni Lardelli. Ora conta più di 300 soci e si fonda su persone come Giovanni che hanno il desiderio di aiutare le persone in difficoltà.

I primi interventi di volontariato di Giachin risalgono però già al terremoto del Friuli.

Il 6 maggio 1976, il Friuli era sconvolto da un terribile terremoto di magnitudo 6.4, che portò una grande distruzione e un migliaio di morti in tutta la regione. Altre scosse in parte ancora più forti, avvenute l’11 e il 15 settembre 1976, fecero crollare tutto quanto ricostruito nei mesi precedenti.

Andrea, Giachin e diversi volontari e altri grigionesi parteciparono alla ricostruzione. Una via della periferia di Avasinis si chiama Coira e conduce a sette casette, che furono costruite e finanziate con i fondi raccolti nei Grigioni. Una di queste casette porta il nome “Poschiavo”.

Casetta costruita ad Avasinis nel 1977

L’impegno di Giovanni era legato molto all’intraprendenza di suo cugino Andrea.

Jack e Kim (nomi dei due esploratori rappresentavano bene i valori dello scoutismo di Baden-Powell che sono:

  • L'assolvimento del dovere verso Dio e la Patria.
  • L'assolvimento del dovere verso il prossimo, gli altri, la comunità.
  • La romantica cavalleria.

E in questo per me Andrea e Giovanni ricordano le figure mitiche di Don Chisciotte e Sancho Panza. Se Andrea era il Cavaliere, Giovanni era il suo fedele Scudiero. I valori che i nostri due eroi rappresentavano in questo caso erano:

Idealismo cavalleresco, nobiltà, generosità, coraggio, libertà di pensiero. Con questi valori, quando potevano, andavano in giro per il mondo, cercando di combattere le ingiustizie, di dare aiuto ai deboli e agli oppressi e di tener fede ai valori tipici dei cavalieri.

E anche se era veramente una lotta contro i mulini a vento, perché combattere contro i terremoti e le guerre era un’impresa ardua, i due non si lasciavano scoraggiare. Dopo gli impegni in Italia, Giovanni ha seguito Andrea nei Balcani per aiutare i profughi e i sopravvissuti di una serie di conflitti tra il 1991 e il 2001 che segnano la fine della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia e la nascita di molti piccoli stati.

Finiti questi impegni in tempo di guerra sono seguiti gli interventi a favore delle famiglie povere in Romania e Moldavia che uscivano malridotte da 70 anni di comunismo sotto l’egemonia dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.

A quei tempi il loro cavallo era il furgoncino della ditta Compagnoni &Tosio. E a questo proposito per capire un po’ lo spirito di questi due avventurieri in giro per l’Europa dell’Est mi viene in mente un episodio di quando erano in viaggio a portare aiuti:

Affamati si fermano a comperare due panini imbottiti e si rimettono in viaggio mangiando. Giunti ad un incrocio Andrea, non avendo visuale sulla destra, chiede a Giachin: “El bon?” E Giachin risponde: “Sci”. Andrea entra nell’incrocio e succede un incidente. Allora si rivolge un po’ arrabbiato a Giachin dicendo: “T’as dit ca l’era bon!” Giachin risponde: “Sci, ma mi intendei al panin!”

Giovanni ci ha aiutato molte volte negli ultimi anni a caricare i TIR.

Roberto Crameri e Giovanni Lardelli al lavoro

Qualche anno fa si è impegnato con Andrea a costruire un mungitoio particolare per capre, che prontamente è stato portato in Moldavia da Andrea a 88 anni, per insegnare ad alcuni contadini moldavi la sua tecnica di mungitura.

Io ricordo anche Giachin per il suo impegno nella Frazione di San Carlo. È stato consigliere di Giunta, cassiere del Comitato per l’acquedotto di San Carlo, sempre molto attivo all’interno dell’Ente Frazionale di San Carlo.

Anche in questo caso lo ricordo per le nostre battaglie contro i mulini a vento per mantenere la Stazione di Privilasco, per avere una circonvallazione, per costruire i marciapiedi lungo la strada principale. L’ultima sua battaglia politica è stata contro i parcheggi a Pozzolascio.

Caro Giachin, ora sei partito per l’ultimo grande viaggio. Forse incontrerai altri tre membri di IUVP che ti hanno preceduto: tuo cugino Andrea Compagnoni, Achille Olgiati e Paolo Zala.

A nome di Interventi Umanitari ValPoschiavo, porgo le più sentite condoglianze alla moglie Marian, ai figli Marco e Claudio e a tutti i familiari.

Livio Mengotti, presidente IUVP

 

 

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Il 24 dicembre 2023 dopo un breve ricovero Giovanni Lardelli è deceduto all'ospedale San Sisto di Poschiavo.

Egli è stato un solerte collaboratore di Andrea Compagnoni, già prima della fondazione di Interventi Umanitari Valposchiavo nel 1993.

 

Il funerale si terrà domani venerdì 29 dicembre alle ore 14:00 nella chiesa della Comunità Evangelica di Poschiavo.

 

Porgiamo le nostre più sentite condoglianze alla moglie Marian e ai figli.

 

 

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I 169 regali preparati con affetto dalle donne e mamme della nostra regione, confezionati con cura da Stefania Plozza con le sue collaboratrici, assieme a  tonnellate di altro materiale sono partiti per l'Ucraina. Destinazione zone di guerra.

Ecco l'elenco:

Un ringraziamento particolare a tutti quelli che hanno donato materiale, contributi in denaro, ai volontari che hanno selezionato, preparato e caricato.

Da sinistra: Livio Mengotti Antonio Cattaneo, Severino Passini, Werner Brändle, Franco Paganini, Luigi Beti, Maxim Lushchan,
In basso da sinistra Marcella Raselli, Ezio Crameri, Beat Metger

 

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Cari sostenitori IUVP,anche quest' anno porteremo regali di Natale in Ucraina.Andremo con un TIR ancora vicino alle zone di guerra nel Donbass.Assieme ai regali porteremo anche il materiale raccolto negli ultimi mesi.

Cari Sostenitori, anche quest’anno IUVP porterà i regali di Natale, che stiamo raccogliendo in questi giorni, in Ucraina a sostegno di bambini orfani e poveri.

Sul camion abbiamo ancora posto e cerchiamo i seguenti articoli per combattere il freddo che ormai è alle porte:

  • Abbigliamento invernale
  • Scarpe invernali
  • Coperte, piumoni e sacchi a pelo
  • Stufe elettriche o a gas
  • Piccoli generatori di corrente
  • Borse per l’acqua calda
  • Fornelletti elettrici o a gas

Chi volesse donare tale materiale può consegnarlo come segue:

  •  Brusio (negozio Swissdomestica) a Romano Dorsa sabato 18.11.23/sabato 25.11.23 o previo accordo telefonico 078 691 22 12
  •  Poschiavo a Marcella Raselli a partire da sabato 18.11.23 previo accordo telefonico 079 406 75 85  

Grazie per il sostegno.

 

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L’Associazione Interventi Umanitari Valposchiavo (IUVP) vuole qui ricordare brevemente l’impegno di Paolo Zala a favore di questa società,  che comincia subito dopo il suo pensionamento.

Paolo Zala, deceduto il 25 ottobre 2023, membro del Comitato IUVP dal 2017

L’associazione Interventi Umanitari Valposchiavo ha lo scopo di sostenere e realizzare progetti di aiuto umanitario nel campo sociale, in caso di catastrofi naturali, di conseguenze di eventi bellici e altre situazioni di emergenza.

Quest’anno ricorrono i 30 anni dalla sua fondazione ufficiale ed è la continuazione dell’attività che Andrea Compagnoni aveva iniziato già molti anni prima su base privata. L’associazione conta più di 300 soci e si fonda su persone come Paolo che hanno il desiderio di aiutare le persone in difficoltà. Paolo inizia come tutti i volontari ad aiutarci a raccogliere materiale, a portarlo nel nostro magazzino a Campascio, a caricare i camion e i container che regolarmente spediamo nei paesi bisognosi.

Egli si fa notare per il suo impegno, per la sua disponibilità e per le sue capacità tecniche. Diventa il braccio destro del nostro magazziniere Severino. Siccome raccogliamo anche molto materiale elettrico Paolo rimette in sesto molti apparecchi che avranno una  seconda vita.

Nel 2016, dopo che un violentissimo terremoto di magnitudo 7,8 nella provincia di Esmeraldas, nei pressi della costa ecuadoriana, dove lavora il missionario valposchiavino don Antonio Crameri,  Paolo parte per aiutare a ricostruire una scuola in Colombia. La nostra associazione lo aiuta a comperare il materiale necessario.

Sempre ancora in quell’anno Paolo partecipa ad una delegazione di Interventi Umanitari Valposchiavo che si reca a Trasaghis in Friuli, dove il 6 maggio si ricordano i 40 anni del terribile terremoto che distrusse il paese, con oltre 1'000 vittime. La delegazione riceve dalle autorità italiane un attestato di riconoscenza per l’impegno dei diversi volontari poschiavini e grigionesi che parteciparono alla ricostruzione dopo il terribile terremoto.

Il 29 settembre 2016 assieme ad altri volontari di IUVP parte per la Croazia con  un trasporto di mobili e indumenti. Al ritorno i volontari con Andrea Compagnoni si fermano in Friuli per l’inaugurazione di una fontana, donata dalla famiglia Darms-Lazzarini, con una dedica ai volontari dei Grigioni, che sono intervenuti in seguito al tremendo terremoto. Per il suo impegno, il 17 marzo 2017, Paolo viene nominato dall’assemblea IUVP membro del Comitato.

Continua così la sua preziosa collaborazione anche all’interno del Comitato. Si distingue per la sua  pacatezza nell’esprimersi. Nonostante fosse di poche parole, Paolo con il suo sorriso, diventa il miglior membro del comitato nella nostra campagna raccolti fondi con la vendita di arance e limoni bio in occasione dei vari natali. Nel 2021 l’assemblea lo riconferma ll’interno del comitato.

Nonostante comincia ad avere problemi ad un braccio vuole sempre aiutarci a caricare i camion. Paolo è ancora attivo per tutta la prima metà del 2022, anno intenso a causa della guerra in Ucraina, in cui abbiamo inviato 12 camion di materiale di cui 3 in Moldavia per aiutare i profughi che scappavano dall’invasione russa.

Paolo Zala, il terzo da sinistra, assieme ad altri volontari, dopo aver caricato un TIR, il 7 giugno 2022

Purtroppo nel 2023 subentra un problema più grave e Paolo alla fine di luglio con nostra sorpresa ci invia la seguente email:

Cari soci del comitato
Purtroppo il mio stato di salute non mi permette di partecipare attivamente agli interventi della società.
Per questo motivo mi dimetto augurandovi di continuare con impegno e successo a favore delle persone meno fortunate di noi.

Grazie ancora e cari saluti
Puli

Caro Puli, ora sei partito per l’ultimo grande viaggio. Forse incontrerai due altri membri del Comitato che ti hanno preceduto: Andrea Compagnoni e Achille Olgiati. Magari con loro puoi continuare la tua opera. Sei partito in punta di piedi, come persona semplice e umile, ma tutti quelli che hai conosciuto e hai aiutato ti sono riconoscenti. Sincere condoglianze alla  famiglia.

Sincere condoglianze alla famiglia

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Il 25 ottobre 2023 è una data triste per l'Associazione Interventi Umanitari ValPoschiavo. Si spegne uno dei nostri più attivi volontari. 

Eventuali offerte saranno devolute all'Associazione interventi Umanitari (IUVP)

Banca Cantonale Grigione 7742 Poschiavo
IBAN: CH83 0077 4000 3624 9000 0
Interventi Umanitari Valposchiavo 7742 Poschiavo
Conto 70-216-5  

 

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Il 31 agosto 2023 abbiamo caricato 90 metri cubi di materiale per un totale di 9'670 kg destinato alla Comunità religiosa "Portatori di speranza" di Chișinău". Il materiale sarà distribuito nella regione e servirà soprattutto ad aiutare i profughi ucraini che arrivano in Moldavia

L'ultima spedizione in Moldavia risaliva all'anno scorso in ottobre. Nel frattempo avevamo aiutato le famiglie povere con un contributo di 3'000 €. Ora Eduard Edu, pastore della chiesa battista a Chișinău ha svuotato il suo magazzino ed è in gardo di ricevere altra merce proveniente dalle nostre valli.

I volontari che hanno aiutato a caricare il camion, mancano Auda, Luigi ed Ezio

Eduard Edu vorrebbe aiutare i giovani in Transnistria, ma la situazione in Moldavia è tesa e sottoposta alla propaganda russa. Particolarmente in una parte della Moldavia, la Transnistria è sottoposta a occupazione militare russa. Il 27 giugno 2016 è entrata in vigore in Transnistria una nuova legge che punisce azioni o dichiarazioni pubbliche, anche attraverso l'uso di mass media, telecomunicazioni o Internet, che critichino la missione di mantenimento della pace dell'esercito russo nella regione secessionista, o che presentino interpretazioni percepite come "false" dal governo transnistriano sulla funzione di mantenimento della pace dell'esercito russo.

La pena per chi viene ritenuto colpevole arriva a tre anni di reclusione per la singola persona e aumenta fino a sette anni di reclusione se il reato è commesso da un responsabile o da un gruppo di persone organizzatesi.

Il confine de facto tra Moldavia e Transnistria è controllato dal contingente congiunto russo-moldavo-transnistro di peacekeeping, e monitorato inoltre da osservatori OSCE e ucraini. Una seconda missione russa da circa 1 000 uomini, denominata "Gruppo Operativo di Forze Russe", è posta al di fuori della zona demilitarizzata di confine, principalmente nei dintorni del deposito militare di Cobasna, risalente alla guerra fredda e ritenuto il più grande deposito di munizioni in Europa.

In effetti, la Transnistria, la cui capitale è Tiraspol, è una sorta di buco nero filo-russo che si trova in Europa, al confine tra Moldavia e Ucraina.

Si è ribellata con forza e autoproclamata indipendente da quella che oggi è la Moldavia nel 1990, l'anno prima della dissoluzione dell'Unione Sovietica, sebbene la Moldavia la ritenga formalmente parte del suo territorio.

Attualmente non è riconosciuta da alcuno Stato ufficiale e viene considerata legittima solo da Abcasia, Ossezia del Sud e Nagorno Karabakh (a loro volta, tutti e tre territori in larga parte non riconosciuti a livello internazionale).

Il governo della Moldavia ha recentemente segnalato pubblicamente la presunta organizzazione di un colpo di stato da parte della Russia per instaurare un governo filorusso nel Paese, che potrebbe partire proprio dalla Transnistria, mentre Mosca ha affermato che potrebbe essere l'Ucraina ad attaccare l'area.

Nel frattempo, il presidente russo Putin ha annullato un decreto del 2012 che ammetteva parzialmente la sovranità della Moldavia rispetto alla regione separatista, dove la Russia ha tra 1000 e 4000 soldati. La revoca del decreto, pubblicata sul sito del Cremlino, è giustificata come una misura per tutelare gli interessi russi nel nuovo contesto geopolitico internazionale.

Insomma le tensioni create dal crollo del sistema comunista 32 anni fa rimangono e per la Moldavia la Transnistria potrebbe avere le stesse conseguenze che avuto l'Ucraina con il Donbass.

Qui trovate un video delle operazioni di carico

 

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Dopo il viaggio a Rivne nel dicembre 2022 per distribuire i regali di Natale abbiamo conosciuto il direttore dell'assistenza sociale dell'Oblast di Rivne, Micholai

Con Micholai abbiamo discusso come aiutare i casi sociali della sua regione. Abbiamo capito che hanno enormi problemi: non hanno risorse abbastanza e ora con l'arrivo dei profughi della guerra sono al collasso.

A lui abbiamo spedito il seguente materiale per aiutare i profughi e le famiglie povere dell'Oblast di Rivne:

 

Lista materiale in donazione per spedizione 11 maggio 2023      
Descrizione Quantità Peso  wheight Total wheight in kg  Prezzo price €   Total price € 
Comodini 12 15 180 2.00 24.00
Lavandini 6 25 150 2.00 12.00
Carrozzina bambini 2 15 30 1.00 2.00
Scatole terraglia 31 25 775 4.00 124.00
Pattini a rotelle 1 2 2 1.00 1.00
Mobilie tavoli 18 35 630 5.00 90.00
Biciclette bambini 6 15 90 3.00 18.00
Paletti finestre 2 90 180 10.00 20.00
Porte 40 25 1000 5.00 200.00
Telaio porte 40 25 1000 2.00 80.00
Frigorifero 1 30 30 5.00 5.00
Scatole vestiti usati 128 20 2560 1.00 128.00
Giocattoli 10 10 100 1.00 10.00
Letti 10 50 500 3.00 30.00
Seggiolini auto 3 15 45 2.00 6.00
Materassi 15 20 300 2.00 30.00
Armadi 3 80 240 5.00 15.00
Letti ospedale 2 150 300 5.00 10.00
Poltrone 2 50 100 5.00 10.00
Divani 9 60 540 5.00 45.00
Sedie 3 15 45 1.00 3.00
Banchi scuola 1 25 25 1.00 1.00
Scatole lenzuola 2 20 40 2.00 4.00
Piumini 5 10 50 1.00 5.00
Ruote con gomme 5 30 150 10.00 50.00
Stufa elettrica 1 25 25 5.00 5.00
Totale     9087  

637.00

 

Ultimi volontari rimasti da sinistra: Werner Brändle, Volodimir, Fernando Zanetti, Luigi Beti

Abbiamo anche realizzato un video delle operazioni di carico e scarico:

Clicca qui per vedere il video.

 

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Il 2022 è stato un anno intenso e rocambolesco.

In collaborazione con l'Associazione Portatori di Speranza nei Paesi dell'est (Hoffnungsträger-Ost Schweiz) all’inizio di gennaio 2022 durante il Natale ortodosso portiamo e distribuiamo in Moldavia più di 2000 pacchi regali. Circa 700 sono stati raccolti nella nostra regione. Il 24 febbraio 2022 succede un evento che cambia radicalmente la nostra attività per l’anno 2022: l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

A Chişinăuin Moldavia, i nostri contatti ci dicono che sono arrivati circa 200'000 profughi: sono soprattutto donne, bambini e anziani, perché gli uomini adatti al servizio militare vogliono e devono restare per difendere la patria.

 

A trent’anni di distanza la storia si ripete, ma l’umanità non impara. Trenta anni prima la Serbia aveva invaso il Kossovo provocando migliaia di profughi. Quella tragedia aveva dato origine alla nostra associazione.

I letti che l’ospedale di Samedan ci aveva dato, assieme a vestiti, mobili e a 150 materassini provenienti dalla Protezione civile, che avevamo spedito con i regali di Natale, vengono utili egregiamente per fare fronte all’ondata di profughi, che vengono sistemati nelle scuole, nelle chiese e nelle palestre.

All’inizio di marzo, assieme al gruppo giovani GOSEE (Gruppo Operativo Sostegno Europa Est), facciamo appello alla nostra gente per raccogliere generi di prima necessità e un’ondata di solidarietà ci travolge.

In una settimana abbiamo raccolto, selezionato, inscatolato, messo su paletti 90 metri cubi di materiale che è partito martedì 8 marzo verso Chişinău.

Il 29 marzo Gleb Suriaha e Pavlo Tekuchev, che con una nostra attestazione hanno potuto lasciare l’Ucraina per raccogliere aiuti all’estero, rientrano in Ucraina con il loro furgone pieno di alimentari, medicine, attrezzature da ospedale e articoli per l'igiene.

Il giorno dopo parte un altro TIR in soccorso dei profughi a Chişinău, con letti, materassi, carrozzine, stufe, sedie a rotelle, tavoli, alimentari a lunga scadenza, piumini e coperte, vestiti, articoli per l’igiene, pannolini, biciclette, sedie, ecc.

L’8 aprile 2022 all’Hotel La Romantica di Le Prese si tiene l’Assemblea generale ordinaria in cui vengono nominati nel comitato due giovani appartenenti al gruppo GOSEE. I due rifugiati Gleb Suriaha e Pavlo Tekuchev, di ritorno dall’Ucraina con altri 7 rifugiati spiegano la situazione.

La stampa ci dedica un articolo per la nostra attività e ci descrive come una realtà associativa fra le più vivaci della valle, una compagine attiva, instancabile e preziosa. Il 25 aprile Pavlo e Gleb partono di nuovo per l'Ucraina con un carico prezioso. Questa volta portano con sé circa 2'000 CHF di lacci emostatici acquistati in Svizzera, perché in Ucraina sono diventati merce rara. Sul campo di battaglia i lacci emostatici salvano la vita a tanti soldati.

Il 10 maggio, assieme al Gruppo ecumenico per l'aiuto umanitario della Bregaglia, organizziamo una serata a Stampa per aiutare le vittime della guerra. Di fronte a tanta brutalità e dolore la popolazione della Bregaglia esprime vicinanza e solidarietà ai colpiti dall'invasione russa e apporta un efficace aiuto. La serata è istruttiva e commovente. Anche in Bregaglia sono arrivati numerosi profughi.

Il 29 maggio Pavlo e Gleb partono per la terza volta con il loro bus strapieno, che ormai ha superato i 350'000 km, con la speranza di arrivare sani e salvi al centro di raccolta ucraino a Rivne. Con loro hanno alimentari, medicinali, articoli per l'igiene e vestiti per l'estate raccolti nella nostra regione. Sono quasi 2’000 km attraverso la Svizzera, Austria, Germania, Cechia, Polonia e Ucraina.

Con la partecipazione dei Comuni di Brusio, Bregaglia e Poschiavo, che hanno contribuito ognuno con 5'000 CHF, prepariamo un altro TIR che il 7 giugno parte con 90 metri cubi di materiale per un totale di 10'860 kg destinato a Chişinău in favore dei rifugiati ucraini.

Il 29 giugno 2022, esattamente un mese dopo, Paolo e Glep ripartono per Rivne per la quarta volta. Portano molto materiale proveniente da Chiavenna. Grazie al gruppo AUV (Aiuti Ucraina Valchiavenna), composto dai referenti territoriali delle associazioni di volontariato presenti in Val Chiavenna è stata attivata una raccolta di aiuti sanitari (pannolini, stampelle, deambulatori, cuscini antidecubito, sedie a rotelle e altro). Noi abbiamo acquistato per 3'000 CHF di medicine e kit di pronto-soccorso, 33 sacchi a pelo e 7 materassini, e dato a Paolo e Glep 700 € per il viaggio. Questo sarà l'ultimo viaggio con questo bus. Ormai sterzo, cambio e freni sono da rifare. In Svizzera la riparazione costa troppo. Il bus verrà venduto in Ucraina al miglior offerente.

Il 2 agosto pubblichiamo la storia di una coppia scappata da Mariupol che si è rifugiata a Poschiavo. La gratitudine dei rifugiati ucraini verso la nostra popolazione è enorme. È difficile per loro esprimerla non conoscendo la lingua.

Sabato pomeriggio 27 agosto 2022 presso la Capanna Esploratori a Spineo, ha avuto luogo una festa molto particolare e significativa: la comunità ucraina, che in questi mesi ha trovato casa in valle, ha voluto organizzare un incontro con la nostra popolazione, per ringraziare dell’accoglienza ricevuta, ma anche per presentarsi e raccontarsi, superando i limiti linguistici. E ha voluto farlo in concomitanza della festa della liberazione ucraina, avvenuta 31 anni prima.

In settembre la solidarietà della popolazione con contributi e materiale non diminuisce e riusciamo a raccogliere ancora moltissima merce. Così per la quarta volta nel 2022 spediamo un TIR di 90 metri cubi di materiale per un totale di 9'560 kg destinato alla Comunità religiosa "Portatori di speranza" di Chişinău.

In novembre accettiamo la proposta del Vescovo nel VAE Antonio Crameri per aiutare la ristrutturazione della casa per i volontari, oltre che per incontri giovanili, nella zona della parrocchia La Anunciación in Equador. La nostra associazione ha deciso di contribuire con 3'000 CHF e mandare un volontario in dicembre.

Il 3 dicembre 2022 con l’aiuto della comunità ucraina invitiamo la popolazione ad una cena con le loro specialità. Sono serviti i migliori piatti della cucina ucraina. L’obiettivo è di creare una piacevole atmosfera e far conoscere le tradizioni ucraine, come pure di raccogliere donazioni per l'acquisto di medicinali e beni di prima necessità.

Sono stati raccolti 4'300 CHF che serviranno ad acquistare medicinali, lacci emostatici, accessori per riscaldarsi, lampade a gas, candele, alimentatori di corrente, da portare in Ucraina assieme ai regali di Natale che abbiamo raccolto in valle e in Bregaglia, per aiutare la popolazione a sopravvivere l'inverno al freddo, senza acqua e corrente elettrica.

Il 10 dicembre lanciamo l’ultima raccolta 2022 di materiale per l’Ucraina. Abbiamo deciso che andremo personalmente in Ucraina a Rivne, a Kiev e nel Donbass, per consegnare i regali di Natale raccolti, circa 300 scatole.

Sabato 20 dicembre 2022 inizia la missione rocambolesca di consegna di trecento pacchi, 15 stufe elettriche, tre generatori, medicinali, coperte e vestiario.

Il soldato ucraino Alexander con sua moglie che ci ha accompagnato nelle zone di guerra

Se volete sentire dal vivo il racconto di questa straordinaria esperienza vi invitiamo all’Assemblea generale ordinaria 2023 IUVP

  • Data: venerdì, 28 aprile 2023
  • Ora: 20:00
  • Luogo: Albergo Croce Bianca, Via da Mez 97, 7742 Poschiavo

Nella seconda parte dopo le trattande statutarie ci sarà il racconto tramite diapositive e video del viaggio nelle zone di guerra in Ucrainae del viaggio in Equador

  • Tra il 22 dicembre 2022 e il 4 gennaio 2023 Pavlo e Angelina Tekuchev con il presidente e Alexander Sokolenko, soldato ucraino, sono stati con aiuti umanitari nel Donbass nei territori contesi tra Ucraina e Russia.
  • Racconto della ristrutturazione in dicembre 2022 del Centro San Juan Diego ex seminario in Equador da parte di un nostro volontario.

Con piacere vi attendiamo e vi ringraziamo già in anticipo per il generoso sostegno che abbiamo ricevuto nel 2022 e ora durante l’emergenza in Ucraina

Per chi volesse contribuire alla continuazione di questa opera umanitaria:

Per contributi o donazioni:

  • Banca Cantonale Grigione 7001 Coira
  • IBAN: CH83 0077 4000 3624 9000 0
  • Interventi Umanitari Valposchiavo 7742 Poschiavo<\br> • Conto 70-216-5

Per donare materiale o merce in buono stato:

  • Telefono 078 679 88 52 (Fernando Zanetti, Spinadascio)
  • Telefono 079 393 10 06 (Severino Passini, Brusio
  • Telefono 081 824 33 65 (Rodolfo Maurizio, Maloia)
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Siamo lieti di comunicare che il 2022, grazie all'ondata di solidarietà dovuta alla crisi in Ucraina, si chiude in modo positivo con un utile di 9'895.03 CHF.

 

BILANCIO 31.12.2022 31.12.2021
     
ATTIVI CHF
CHF
Sostanza circolante    
Banca Cantonale Grigione 1  2'691.14  1990.89
Banca Cantonale Grigione 1  36'284.33 22'912.50
Cassa    63.25
Debitori    225.00

Totale attivi

38'975.47 25'191.64
     
PASSIVI    
Creditori 7'589.90 3'701.10
Patrimonio al 31 dicembre anno precedente 21'490.54 20'858.14
Aumento 9'895.03 632.40
     
Totale passivi
38'975.47  25'191.64
     
CONTO ECONOMICO 2022 2021
     
RICAVI    
Donazioni nostre prestazioni 680.00 600.00
Ricavi diversi 820.00 2975.00
Donazioni 74'246.84 23'485.00
TWINT 123.37  
In memoria di Gianni Dorsa 3'885.00  
Vendita agrumi   3'949.90
Interessi attivi 0.25 0.20
TOTALE RICAVI 79'755.46 31'010.10
     
COSTI    
Trasporti 403.40 2'125.30
Affitto locale 1'200.00 1'200.00
Spedizioni 1'007.60 1'124.90
Spese diverse 3'296.53 403.40
Spedizioni in Ucraina senza dic. 22 44'788.30  
Spedizioni Moldavia, Bosnia, Congo   25'374.15
Viaggio in Ucraina dicembre 22 7'589.90  
Persone ucraine in valle 5'291.40  
Progetto Amurtel 3'005.00  
Centro Ecuador Don Antonio 3'142.50  
Spese bancarie 135.80 149.95
TOTALE COSTI 69'860.43 30'377.70
     
UTILE 9'895.03 632.40
     

 

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Data: venerdì, 28 aprile 2023
Ora: 20:00
Luogo: Albergo Croce Bianca, Via da Mez 97, 7742 Poschiavo

I parte: trattande ordinarie:

Ordine del giorno:

1. Saluto del presidente
2. Nomina scrutinatori e accettazione dell’ordine del giorno
3. Lettura del protocollo dell’assemblea ordinaria 2022
4. Rapporto del presidente
5. Rapporto del cassiere per l’anno 2022
6. Rapporto dei revisori
7. Attività previste per il 2023
8. Varia ed eventuali

II parte:

Racconto tramite diapositive e video del viaggio nelle zone di guerra in Ucraina e in Equador

  • Tra il 22 dicembre 2022 e il 1. gennaio 2023 Pavlo e Angelina Tekuchev con il presidente e Alexander Sokolenko, soldato ucraino, sono stati con aiuti umanitari nel Donbass nei territori contesi tra Ucraina e Russia.
  • Racconto della ristrutturazione del Centro San Juan Diego ex seminario in Equador da parte di un nostro volontario in dicembre 2022.

 

Con piacere vi attendiamo e vi ringraziamo già in anticipo per il generoso sostegno che abbiamo ricevuto nel 2022 e ora durante l’emergenza in Ucraina

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L’associazione a 30 anni di distanza si trova di nuovo ad aiutare profughi di guerra. In questo articolo cerchiamo di approfondire le cause di queste tragedie umane, che a differenza delle catastrofi naturali, sarebbero evitabili.

Correva l’anno 1992 quando Andrea Compagnoni con molti volontari poschiavini portava in soccorso a Pula ai profughi della campagna di pulizia etnica in Bosnia orientale, attuata dalle forze serbe.

Nel marzo del 1992 le forze serbe attaccarono la popolazione civile nella Bosnia orientale. Le forze serbe saccheggiavano e bruciavano le case soprattutto dei musulmani. I civili che si opponevano venivano catturati e talvolta feriti o uccisi in processi sommari. Molte persone bosniache scapparono a Pula in Croazia dove era stato allestito un centro profughi.

A seguito di questi avvenimenti vennero raccolti molti aiuti finanziari e materiali nella nostra regione. Per dare una struttura ufficiale all’associazione di volontari venne creato ufficialmente IUVP, Interventi Umanitari ValPoschiavo, con statuti del 12 aprile 1993

Trenta anni dopo l’invasione della Serbia in Bosnia, nel 2022 la storia si ripete in un’altra parte dell’Europa: l’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione russa. La dinamica è molto simile. Torniamo alla guerra del 1992 che si protrasse fino al 1995. Allora la guerra dei balcani era stata causata dalla dissoluzione della Jugoslavia in seguito alla morte del maresciallo Tito, che era riuscito con un regime dittatoriale a tenere assieme otto stati federati: la Bosnia ed Erzegovina, la Croazia, la Macedonia, il Montenegro, la Serbia, la Voivodina, il Kosovo e la Slovenia.

La caduta del muro di Berlino nel 1989 indebolì fortemente in Jugoslavia il partito comunista nazionale, che aveva così perso la sua potenza ideologica. I sentimenti nazionalisti delle otto Federazioni affiorarono con tutta la loro forza. Soprattutto in Serbia si tentò di ricostruire un grande stato, cercando di inglobare tutti quei territori in cui a maggioranza si parlava serbo. La Serbia con Milosevic e Karadžić, approfittando del caos della dissoluzione, iniziò una guerra di conquista di quei territori che la sua propaganda riteneva serbi.

Invece la dissoluzione dell’URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche) nel 1991 avvenne, per fortuna nostra, quasi senza guerre sanguinose a differenza della Jugoslavia. Ma le tensioni tra gli ex-stati URSS c’erano e ci sono ancora.

Quando Putin venne eletto Presidente di quello che restava dell’URSS, il 26 marzo 2000 promise di ristrutturare completamente il sistema federale russo e ripristinare l'autorità del governo centrale che allora vacillava.

La Federazione russa attuale si compone di 85 soggetti federali costituiti da repubbliche, territori oblast, circondari autonomi e città federali.

 Federazione russa

 

Dopo un attacco di separatisti ceceni nel settembre del 2004, Putin abolì le elezioni dirette dei governatori negli 85 soggetti federali e assunse il potere di nominarli e rimuoverli personalmente.

Quindi ora la Federazione Russa è governata da fedelissimi di Putin e inoltre Putin ha modificato la costituzione russa in modo da poter essere rieletto fino al 2036.

Per tenere insieme questa federazione di 85 soggetti, con etnie e religioni diverse Putin dal 2000 ad oggi ha condotto diverse guerre interne di cui noi non sappiamo molto. Dal maggio 2000 le forze di sicurezza russe combattono le rivolte in Cecenia, Inguscezia e Daghestan, nel 2008 azione militare nella guerra del Caucaso a fianco dei ribelli dell'Ossezia meridionale, nel 2009 lotta contro l'Emirato del Caucaso, che si considera parte dello Stato Islamico, nel 2014 invasione e successiva annessione della Crimea, dal 2014 supporto militare delle forze filo-russe nella guerra nell'Ucraina orientale.

Per ricostruire la potenza geopolitica dell’ex-URSS Putin si cimenta anche in guerre esterne: dal 2015 intervento militare nella guerra civile siriana, dal 2015 supporto militare alla lotta contro lo Stato Islamico in Siria, dal 2018 supporto militare alla lotta contro il governo libico da parte del maresciallo Haftar con i mercenari della Wagner, dal 2019 supporto militare alla lotta contro l'Ahlu Sunnah Wa-Jama in Mozambico con i mercenari della Wagner, dal 2020 truppe in Nagorno-Karabakh, Azerbaigian, dal 2022 coinvolgimento delle truppe russe nelle rivolte del 2022 in Kazakistan e da ultimo 24 febbraio 2022 invasione dell’Ucraina.

Indubbiamente Putin ora che ha consolidato il suo potere all’interno, mira a ricostruire almeno in parte quella che era la grande madre Russia fino al 1991: dove si parla russo deve essere territorio russo.

E questo, per chiudere il cerchio, ricorda molto quello che voleva fare la Serbia con Milosevic nel 1992. La Serbia è rimasta l’unica alleata di Putin in Europa. Fuori dall’Europa a votare contro le risoluzioni dell’ONU sull’invasione sono rimasti Corea del Nord, Cuba, Venezuela e Siria, stati che hanno regimi non propriamente liberali e che sono aiutati dalla Russia.

Durante l’esistenza dell'URSS comunista la propaganda e la disinformazione erano due armi straordinarie al servizio del governo e questa è penetrata nel tessuto sociale, culturale ed economico della Federazione russa e persiste fino ad oggi.

Generazioni di giovani sono cresciuti con gli occhi e le orecchie intrisi di questa propaganda, propinata anche da insegnanti e professori a ogni livello, da iniziative culturali asservite a quello scopo, da giornali e televisioni compiacenti e da un vero e proprio sistema di conquista sociale, prima ancora che militare.

Ma nel 1991 l'URSS è collassata, a testimonianza di come un sistema falso e ipocrita non possa durare a lungo.

Ci sono voluti 10–15 anni prima che dalle sue ceneri risorgesse una Russia con le stesse pretese e ambizioni dell'epoca sovietica, interpretate da un Putin che prima si è proposto buon amico e poi ha rivelato la sua vera natura di dittatore.

E IUVP si trova trent’anni dopo a portare aiuto alle popolazioni che hanno subito le stesse aggressioni di trenta anni fa. Il denominatore comune è il fallimento dell’ideologia comunista.

Il 28 febbraio abbiamo riempito di nuovo un TIR di materiale raccolto nella nostra regione per trasportarlo a Rivne in Ucraina dove siamo stati a distribuire i regali di Natale. A Rivne sono arrivati tantissimi profughi dal Donbass, zona invasa dai russi.

 

Volontari che hanno caricato il camion, non ci sono tutti

Ringraziamo tutti i volontari, fra cui 5 ucraini, che ci hanno aiutato e tutti i sostenitori che con materiale e donazioni sostengono la nostra attività.

Qui trovate un video accelerato con la descrizione del materiale che abbiamo caricato.

https://www.youtube.com/watch?v=fGJK7myJMe8

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Dal 20 dicembre 2022 al 3 gennaio 2023 siamo stati in Ucraina a portare i vostri aiuti fino nel Donbass a 4 km dal fronte dei combattimenti. Qui pubblichiamo la quarta parte del viaggio dove dopo aver comperato a Kiev 4'000 CHF di alimentari partiamo per il Donbass

Dopo avr preparato 300 sacchetti con circa ognuno 8 chilogrammi di alimentari, mercoledi 28 dicembre partiamo per il Donbass.

Attraversiamo il fiume Dnipro

Passiamo diversi posti di blocco.

Verso il tramonto arriviamo a Dnipro. L'Ucraina è un paese immenso con enormi terreni agricoli.

Abbiamo percorso 675 km con un rimorchio da 2'000 Kg. A Prokovs'k cerchiamo un albergo per passare la notte e pianificare la distribuzione degli alimentari per il giorno dopo.

Tramite Sacha, un soldato amico di Paolo e Glep che combatte al fronte ci muoviamo in una zona dove i russi sono circa a 15 km.

Qui siamo vicino a Donetsk

L'Ucraina considera l'area di Donetsk come "territorio temporaneamente occupato da gruppi armati illegali e truppe della Federazione Russa" 

Qui siamo a Hirnyk dove si vede una distruzione avvenuta recentemente.

È ora di mettere i giubbotti antiproiettile, perché in sottofondo si odono i boati dei bombardamenti.

A Hirnyk facciamo la prima distribuzione, siamo accolti come eroi.

Si sparge la voce che siamo arrivati e sempre più gente arriva.

Natascha, moglie del soldato Sacha, che ci ha condotto qui, distribuisce i medicinali, circa due terzi del carico lo distribuiamo qui, per un totale di 200 razioni di 8 kg.

Ci spostiamo in un altro villaggio a circa 20 km, proprio vicino al fronte. Viaggiamo piu veloce possibile per non essere presi di mira dai russi. Sentiamo un grande boato, ma Sacha ci rassicura: siamo passati vicini a una postazione antiarera ucraini da cui è partito un missile. Arriviamo a Krasnohorivka.

Anche qui le case sono danneggiate, le finestre rotte, non c'è acqua e corrente.

 Qui distribuiamo il resto del carico. Ci segnalano che nello scantinato di una casa vive una donna che non esce da 11 mesi. Andiamo a cercarla.

In questo link a un video vedete come vive, oltre a vedere scene della distribuzione degli alimentari.

In questo altro link vedete un video più lungo con interviste in ucraino alle persone. Prossimamnete provvederemo a mettere la traduzione

 

 

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Dal 20 dicembre 2022 al 3 gennaio 2023 siamo stati in Ucraina a portare i vostri aiuti fino nel Donbass a 4 km dal fronte dei combattimenti. Qui pubblichiamo la terza parte del viaggio dove andiamo a Kiev a comperare alimentari da portare nel Donbass

Il 24 di dicembre 2022, vigilia di Natale, restiamo bloccati alle porte di Kiev, perché vige il coprifuoco a partire dalle 23:00.

Festeggiamo il Natale in camper. Fuori c'è questo scenario. Ognitanto si sentono le sirene di allarme antiaereo di Kiev. Parte degli uvraini stanno anche festeggiando il Natale sotto le bombe.

Le chiese ortodosse ucraine hanno deciso di separarsi dalla chiesa ortodossa di Mosca, perché il loro patriarca Kyrill predica che questa è una guerra santa contro il mondo occidentale in decadenza e depravato. Quindi gli ucraini si sono messi a celebrare il Natale con i paesi europei il 25 dicembre e non il  6 gennaio come fa Mosca.

Il giorno di Natale entriamo a Kiev. Il centro della città per intanto è stato risparmiato dai bombardamenti. Angelina e Pasha mi sistemano in un piccolo albergo nel centro storico, perché secondo loro è più sicuro. Loro vanno a vedere del loro appartamento che hanno abbandonato in marzo 2022. Non mi vogliono portare perché non hanno un terzo letto, non sanno come funzionerà il loro riscaldamento e non c'è posto per parcheggiare il camper con il rimorchio.

Questo è il cortile dell'albergo a Kiev. È praticamente deserto, Il giovane amministratore Max mi racconta che negli anni precedenti nell'occasione del nostro Natale, l'albergo era pieno di turisti che venivano da tutto il mondo per passare il Natale a Kiev.

 Questa è  Андріївський узвіз. Io non sapevo leggere né pronunciare né comunicare questo nome quindi ero perso in questa strada.

Tradotto è Andriivs'kyi descent, cioè discesa di Sant'Andrea. Per fortuna Ilon Musk ha venduto il suo sistema satellitare Star Link agli ucraini e i russi non riescono a togliere all'Ucraina internet e quindi io mi potevo orientare e comunicare tramite il traduttore di Google.

Questa strada il giorno di Natale era, negli altri anni, piena di turisti. Quest'anno c'erano solo gli ucraini più coraggiosi che sparivano se le sirene si mettevano a suonare.

Questa sul sottofondo è la chiesa di Sant Andrea, in cima al colle. Anche Kiev come Roma ha diversi colli.

Angelina e Pasha  il giorno di Natale sono andati a  consegnare ancora un po' di materiale che non avevamo lasciato a Rivne e 2 generatori. Ci manderanno le foto quando li metteranno in funzione. Al ristorante abbiamo pianificato la seconda parte del viaggio. Angelina e Pasha hanno fatto una lista del materiale da portare nel Donbass su indicazioni del soldata Sacha, loro amico, che è al fronte.

Con la cena di beneficenza ucraina, organizzata a Poschiavo il 3 dicembre 2022, abbiamo raccolto circa 4'000 CHF. Con questi soldi vogliamo comperare alimentari a Kiev da portare nel Donbass. Qui gli alimentari costano circa 3 volte di meno.

Angelina e Pasha hanno cercato i negozi di Kiev con i migliori prezzi e domani andremo a comperare 1'800 kg di alimenti e 40'000 HUA di medicinali.

Da 9 ore siamo senza corrente e tornando dal ristorante da solo verso il mio albergo, curiosando tra una strada e l'altra senza preoccuparmi di dove ero, perché tanto col navigatore non c'è problema, ho avuto invece il problema che la batteria del telefono con il freddo era scarica. Mi sono sentito perso perché non sapevo leggere i nomi delle strade in ucraino e gli ucraini non parlano l'inglese.

Sono arrivato all'albergo, ma senza luce salire le scale e trovare la stanza 406 è stata un impresa. Mi sono sentito come un cieco. Ho usato tantissimo il tatto 🤗. Per fortuna Max, il direttore dell'albergo è venuto a cercarmi e mi ha portato un powerbank per caricare il telefono. E pensare che abbiamo portato 3 generatori e tantissimi powerbank e io sono rimasto senza.

Questa è la lista del materiale che comperiamo con i soldi della cena di beneficenza: 

Alimentari per fare 300 sacchetti di circa 8 kg da distribuire alle famiglie

  1. Farina
  2. Maccheroni
  3. Zucchero
  4. Olio
  5. Fig.
  6. Avena
  7. Stufato
  8. Tè sfuso
  9. Biscotti
  10. Latte
  11. Pane
  12. Purea
  13. Zuppa
  14. Tovaglioli
  15. Pannolini per adulti
  16. Pannolini per bambini

Medicinali da distribuire su richiesta

  1. Capoprez
  2. Capopril
  3. Validol
  4. Analgin
  5. Corvalimento
  6. Corvalolo
  7. Barbovale
  8. Antimicotico
  9. Mefenamina
  10. Omez
  11. Valeriana
  12. Citramone
  13. Flukold
  14  Settembr
  15. Nemisil/afide
  16. Noshpa/drataverina
  17. Paracetamolo
  18. Ibuprofene

Nonostante la guerra non ci sono problemi di penuria di alimentari negli scaffali dei supermercati di Kiev. L'approvvigionamento è garantito dall'occidente e passa dalla Polonia, con grande rammarico dei russi, che se avessero potuto, oltre all'elettricità e all'acqua, avrebbero tolto anche gli alimentari.

16 grandi scatole di regali per bambini che abbiamo portato con il rimorchio da Rivne vanno a Cherson su un furgone militare, distribuite tramite Micholay Punchuk, direttore del servizio sociale di Gosha.

Cherson è sulla sponda destra del fiume Dnipro che stabilisce la linea del fronte attuale. I russi si sono ritirati sulla sponda sinistra. Dal 2014, in seguito all'occupazione russa della Crimea, è sede del governo in esilio della Repubblica autonoma di Crimea. Il 2 marzo 2022, nell'ambito dell'invasione russa, il sindaco di Cherson ha confermato l'occupazione militare della città da parte dell'esercito russo e della Rosgvardija. In settembre i russi hanno organizzato il referendum. L'11 novembre 2022 le truppe russe, dopo aspri combattimenti e molti morti, hanno abbandonato la città, ritirandosi oltre il fiume Dnipro. E' salito a sedici morti e 64 feriti il bilancio del bombardamento russo sulla città avvenuto il 24 dicembre. Lo ha annunciato il capo dell'amministrazione militare regionale di Cherson Yaroslav Yanushevych su Telegram, riferisce Ukrinform. I regali verranno distribuiti qui dai militari. Speriamo che possano portare un attimo di serenità a quei bambini. Forse riceveremo qualche foto. 

 

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Dal 20 dicembre 2022 al 3 gennaio 2023 siamo stati in Ucraina a portare i vostri aiuti fino nel Donbass a 4 km dal fronte dei combattimenti. Qui pubblichiamo la parte seconda del viaggio dove distribuiamo i regali per i bambini e poi andiamo a Kiev.

Il 2 dicembre 2022 abbiamo un appuntamento con il vicepresidente dell'Oblast Sergey Gemberg che ci ha dato un'onorificenza per il nostro lavoro.

Questo è il palazzo dell'Oblast di Rivne. Davanti a destra c'è una tenda riscaldata dove la popolazione viene a caricare il telefono e bere qualcosa di caldo quando manca la corrente. Io la notte precedente, ospitato dalla nonna di Pasha, non avevp dormito per il freddo, non riuscivo a riscaldarmi a alla mattina avevo 38 di febbre.

Serhiy HEMBERG ci conferisce una onorificenza per gli aiuti portati nel 2022 da IUVP

Ecco la traduzione:

Caro Mr. Livio Mengotti e tutti i volontari e gli sponsor di IUVP

L'amministrazione esprime il suo sincero ringraziamento per lo straordinario atteggiamento di umanità, compassione e cura per i cittadini ucraini per la loro sensibilità e il sostegno a tutti coloro che ne hanno bisogno, per la loro cura in un momento indescrivibilmente difficile per l'Ucraina.

Amministrazione statale regionale Serhiy HEMBERG 

Poi ci spostiamo a Gosha un villaggio dove distribuiremo i regali di Natale

Con Micholai abbiamo discusso come aiutare i casi sociali della sua regione. Ho capito che hanno enormi problemi: non hanno risorse abbastanza e ora con l'arrivo dei profughi della guerra sono al collasso.

Questo è l' ufficio di ricezione a Gosha. I sacchi di sabbia servono a fermare le schegge in caso di esplosione di bombe.

Nella regione di Gosha abbiamo distribuito regali a 4 famiglie diverse alla periferia di Gosha. Quasi tutti gli altri regali li distribuiranno gli operatori sociali il 1. gennaio. Qui la tradizione celebra il Natale dopo. Ho visto situazioni impressionanti.

Questa è una casa a Tuchyn dove abbiamo portato alimentari e regali

Questa è la cucina di uma madre abbandonata con 3 figli nel villaggio di Tuchyn

Micholay ci ha raccontato che purtroppo la madre è stata abbandonata ed è dipendente dall'alcool. Riceve contributi sociali ma non riesce a gestirli. I servizi sociali statali non hanno abbastanza risorse per fare fronte a questi casi. Micholay sta cercando di recuperare un edificio per ristrutturarlo e creare una struttura decente dove sistemare queste famiglie. 

Questa bambina nella casa in cui forse c'erano 15 gradi era senza pigiama rannicchiata sotto una coperta, ma quando ha visto i regali si è alzata

Video distribuzione regali ad un'altra famiglia

Video di una bambina che rivece i regali a Tuchyn, Ucraina, il 24 dicembre 2022

Video dell'arrivo in una casa poverissima, non c'è la luce

Ci ha commosso una bambina  che aprendo una scatola di cioccolatini Lindor, prima di prenderne uno per lei, ha contato quanti erano presenti e poi ha distribuito a ognuno un cioccolatino.

Video della bambina che distribuisce i cioccolatini.

Vi vorrei raccontare la storia di Tuchyn per illustrarvi perchè questi villaggi sono in queste condizioni. Prima della seconda guerra mondiale Tuchyn era una delle principali città del distretto e aveva una grande popolazione di etnia ebraica (circa 3000), polacca e ucraina, oltre ai resti della numerosa popolazione tedesca. Nella seconda guerra mondiale, dopo aver saputo dell'annientamento del ghetto ebraico a Rivne, i leader ebrei decisero che avrebbero resistito ai nazisti e liberato il ghetto di Tuchyn. I gruppi ebrei combattenti presero posizione, mentre all'alba del 24 settembre, le forze tedesche e gli ausiliari ucraini avanzarono verso le recinzioni del ghetto per annientare gli ebrei ribelli. Quando le forze della resistenza ebrea diedero il segnale, gli edifici del ghetto di Tuchyn e i magazzini tedeschi ai suoi margini furono dati alle fiamme. I gruppi ebrei combattenti aprirono il fuoco, sfondarono la recinzione del ghetto ed esortarono la popolazione ebrea a fuggire. Sotto la copertura del fumo e degli spari, circa 2.000 persone, circa due terzi della popolazione ebrea prigioniera del ghetto, comprese donne, bambini e anziani, fuggirono nella foresta. Le fiamme continuarono a bruciare per il resto della giornata e parte della successiva. Diversi tedeschi e poliziotti ausiliari ucraini furono uccisi. Morirono un terzo della popolazione del ghetto, compresi quasi tutti i combattenti.  

La rivolta si concluse sabato 26 settembre 1943. Incapaci di resistere alle condizioni delle foreste vicine, circa 300 donne, che stringevano i bambini,  tornarono a Tuchyn e furono fucilate. Molti degli altri morirono. Alcuni giovani si unirono ai partigiani e rimasero uccisi in combattimento. Dei 3.000 ebrei di Tuchyn, solo 20 erano ancora vivi il 16 gennaio 1944, quando la città fu liberata.

L'Ucraina è stata una terra flagellata dalle guerre e dalle invasioni. Prima i russi con Stalin la ridussero alla fame (holodomor). Quando i nazisti attaccarono la Russia, invasero l'Ucraina, molti ucraini videro la possibilità di liberarsi dai russi, aiutando i nazisti.  I nazisti vennero ricacciati dai russi e gli ucraini subirono una seconda invasione da parte dei russi che si vendicarono. Alla fine della seconda guerra mondiale gli ucraini si ritrovarono di nuovo sotto il giogo russo.

Con molto sarcasmo, ora nella narrativa della propaganda della Federazione russa è stata organizzata l'operazione speciale per liberare l'Ucraina dai nazisti, come se fossimo ancora negli anni 40.

Questi continui soprusi hanno impoverito soprattutto la popolazione rurale e oggi si vedono le conseguenze.
E case e le infrastrutture nelle regioni rurali sono in condizioni miserabili.

Qui trovate l'intervista e il video che una giornalista ci ha fatto in occasione della nostra visita a Hoshcha:
Video dell'intervista che una giornalista ci ha fatto a Gosha

Queste le parole scritte da Micholay;
Vivendo in Svizzera, è difficile comprendere appieno la situazione in Ucraina. Per questo Livio ha deciso di venire personalmente a consegnare il carico umanitario.
Accompagnati dai dipendenti Tercentr Svitlana Pavlyuk e Oksana Bus, abbiamo visitato famiglie che ora si trovano in circostanze di vita difficili e abbiamo consegnato doni ai bambini dagli abitanti della città di Poschiavo e dintorni.
I sorrisi e gli occhi gioiosi dei bambini sono diventati anche per noi adulti un meraviglioso regalo alla vigilia di Natale.
Ringrazio di cuore tutti coloro che aiutano a sentire lo spirito del Natale e creano un'atmosfera natalizia per i bambini della nostra comunità - Taras Blaschuk, Pavel Tekuchev, Hleb Suryaz e sua madre, che vive a Poschiavo e ha stabilito una collaborazione con il fondo di beneficenza Interventi Umanitari Valposchiavo.

Finita la distribuzione di regali a Tuchyn partiamo per Kiev.

Purtroppo arriviamo alle 23:20, quando è già in funzione il coprifuoco e quindi il posto di blocco in periferia della città non ci lascia entrare. Decidiamo di dormire vicino al posto di blocco dove erano arrivati i carri armati russi il 26 febbraio 2022.

Si vedono ancora le tracce della distruzione.

 

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Dal 20 dicembre 2022 al 3 gennaio 2023 siamo stati in Ucraina a portare i vostri aiuti fino nel Donbass a 4 km dal fronte dei combattimenti. Qui pubblichiamo la prima parte del viaggio fino a Rivne dove consegnamo il materiale e intervistiamo la responsabile del deposito dell'Oblast di Rivne. L'ntervista la trovate a fine articolo.

Dopo aver terminato la raccolta del materiale dal 17 al 20 dicembre abbiamo preparato e caricato tutto nel rimorchio

Abbiamo con noi 15 stufe elettriche e 3 generatori oltre a medicinali, vestiti caldi, candele, lampadine, ecc.

20.12.2022 prima tappa: rifornimento a Fuentes

20.12.2022 Cena in camper su un'area di sosta dopo Brescia.  Pasha e Angelina hanno apprezzato rigattoni con salsa al pomodoro all'arrabbiata.

Abbiamo viaggiato fino alle 2 di notte, dormito su un'area di parcheggio, io fino alle 8, poi siamo partiti, mentre loro dormivano ancora

21.12.2022 14:49 arriviamo in un paesaggio invernale: Schäffern in Austria

21.12.2022 16:00 a Vienna, pranzo in camper, riso Scotti superfino, salametti e pane poschiavino

21.12.2022 20:20 entriamo dalla dogana di Mikulov ( Nicolsburgo) nella Repubblica Ceca. Si vede illuminata la sua fortezza.

Questa è la fortezza Mikulov

22.12.2022 2:00, siamo arrivati in Polonia

22.12.2022 01:55 Angelina spedisce un pacco ai genitori in Bielorussia per il Natale

22.12.2022 12:16 le autostrade della Cechia e della Polonia sono molto belle

22 dicembre 2022 ore 12: Arriviamo a Korczowa-Krakovets,  è un valico di frontiera terrestre tra Ucraina e Polonia. Sul lato ucraino, si trova vicino alla città di Krakovets, Yavoriv Raion, Lviv Oblast. Da parte polacca si trova il villaggio di Korczowa, contea di Jaroslaw, Voivodato di Podkarpackie. 

 

 23.12.2022 ore 2:48 siamo in fila per passare la dogana

 

23.12.2022 ora alle 8 siamo finalmente in UCRAINA dopo 16 ore dall'arrivo a  Korczowa-Krakovetse. Non siamo riusciti a chiudere il documento doganale T1, che ci permetteva di attraversare l'Europa senza pagare dazi e IVA. Se non lo chiudiamo al ritorno ci costerà caro. Comunque proseguiamo verso Leopoli.

 23.12.2022 ore 10:16 siamo vicino a Leopoli. Incontriamo anche qualche auto di fabbricazione russa come la Lada qui sotto, che è stata fabbricata con le catene di montaggio della Fiat 124, che gli italiani hanno venduto ai russi, quando si sono messi a fare la Fiat Ritmo.

23.12.2022 11:50 Arriviamo a Rivne dove è cresciuto Pasha Tekuchev che è con noi con sua moglie Angelina

23.12.2022 11:59 passiamo davanti al teatro di Rivne. L'Ucraina ha tantissimi teatri.

23.12.2022 ore 12:12 Parcheggiamo a Rivne sul marciapiede vicino alla nonna di Pasha che si chiama Galina. Eventualmente la multa è di 5 €.

Da nonna Galina mangeremo il pranzo e faremo una doccia. Facciamo la prima esperienza di come vive la gente quando manca la corrente e scatta l'allarme aereo: nonna Galina si è messa a piangere dicendo "Ma quando finirà questa guerra?". Qui sotto nonna Galina con Pasha 20 anni fa.

23.12.2022 16:47 Dopo la visita alla nonna Galina che ci  ha dato da mangiare ci rechiamo al deposito regionale di Rivne dove vengono raccolti e smistati tutti gli aiuti che arrivano dall'Europa per l'Oblast di Rivne.

23.12.2022 16:52 Questa è una piccola parte del deposito di Rivne che si estende su due piani di circa 400 m2 ciascuno.

23.12.2022 ore 17:23 dopo aver scaricato metà del materiale facciamo un intervista ad Irena che è responsabile del deposito. Irena ci spiega dove andrà il nostro materiale.

Guarda l'intervista:

https://youtu.be/cOxpd-DQfFA