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Mercoledì 8 gennaio 2020, all'età di 91 anni, è deceduto all’Ospedale di Samedan. Aveva ancora partecipato a una riunione con il pastore moldavo Edu Eduard poche settimane prima per discutere su come proseguire il nostro aiuto alla Moldavia. Con il suo berretto e camice bianco, il suo umorismo e comportamento da gentiluomo inglese, Andrea era conosciuto da tutti ed era diventato un punto di riferimento per l’impegno sociale e umanitario della Valposchiavo e della Val Bregaglia.

Andrea Compagnoni davanti ad un autotreno carico di merci per la Romania

Dotato di generosità, altruismo e coraggio, si distingueva per la sua disponibilità, ma anche per la sua autorevolezza e la sua capacità di trascinare gli altri a impegnarsi socialmente . Nato a Londra in Inghilterra il 5 ottobre 1928 ebbe un’infanzia difficile senza il padre. La mamma, maestra di francese in Inghilterra , ammalata, decise di rientrare in patria all’inizio della seconda guerra mondiale.

Accolto dalla famiglia dei nonni, perse dopo poco tempo anche la madre. Fu accolto da uno zio senza figli che faceva il sellaio e l’agricoltore. Dovette imparare in fretta l’italiano per continuare la scuola a Poschiavo e lavorare sodo nell’azienda agricola dello zio. Dal 1944 al 1949 si trasferì a Stein am Rhein, come sellaio, da un padrone severo, che produceva per l’esercito. Il 22 febbraio 1945, Stein am Rhein fu erroneamente bombardato dai bombardieri americani. Ci furono diversi morti e feriti. Andrea rimase miracolosamente illeso, ma questo episodio di guerra lo segnò profondamente. Il suo impegno sociale per alleviare le sofferenze dei sopravvissuti alle guerre, alle vittime dei terremoti, ai poveri in generale, con particolare riguardo ai bambini è probabilmente dovuto a queste esperienze della sua infanzia ed adolescenza.

Stein am Rhein 1945

I terremoti in Italia segnano l’inizio degli interventi umanitari

Già nel 1968 con il terremoto del Belice con oltre 370 vittime Andrea ha organizzato i primi interventi dalla Svizzera. Dopo il terremoto in estate ha portato oltre 20 bambini orfani dal Belice a passare l’estate a Poschiavo. Un’impresa impossibile senza l’aiuto instancabile e silenzioso della moglie Agnese.

Ma l’inizio di un’attività veramente importante è avvenuta nel 1976. Il 6 maggio di quell’anno un terremoto distrusse molti comuni della provincia di Udine e della provincia di Pordenone nel Friuli. La regione fu sconvolta da questo terribile terremoto di magnitudo 6.4, che portò distruzione e morte in tutta la regione.

Andrea fu subito sul posto ad aiutare e ricostruire. Altre scosse in parte ancora più forti, avvenute 4 mesi dopo, l’11 e il 15 settembre, fecero crollare tutto quanto ricostruito nei mesi precedenti. Andrea con la sua proverbiale tenacia e caparbietà non si lasciò scoraggiare e all’insegna del suo motto “mola miga al mazz”, organizzò diversi volontari poschiavini e altri grigionesi, per partecipare alla ricostruzione. Una via della periferia di Avasinis, che conduce a sette casette costruite con l’aiuto dei poschiavini e grigionesi, venne intitolata Coira. Le casette furono molto preziose, specialmente nei primi anni dopo il terremoto: una di esse porta il nome “Poschiavo”. La casetta “Poschiavo” fu finanziata interamente con collette raccolte in Valle Poschiavo e Bregaglia.

Casetta chiamata Poschiavo ad Avasinis

Onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana

Per questa attività di aiuto alle popolazioni terremotate in Italia, con decreto di Roma, in data 27 dicembre 1986, il Presidente della Repubblica Italiana Cossiga conferisce l’Onorificenza di Cavaliere al Signor Andrea Compagnoni in considerazione delle sue particolari benemerenze ed è stato iscritto nell’Elenco dei Cavalieri esteri al No. 14, Serie IV .

 

Le guerre Iugoslave portano Andrea nei Balcani

La morte di Tito in Jugoslavia nel 1981, ha provocato una serie di conflitti tra il 1991 e il 2001 che segnano la fine della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia e la nascita di molti piccoli stati.

Le ragioni di queste guerre sono molte: nazionalismo nelle diverse repubbliche Serbia, Croazia, Kosovo e in misura minore anche in Slovenia, ragioni economiche degli stati nell’entroterra che volevano uno sbocco sul mare, le ambizioni personali dei leader politici e militari che avevano trovato l’occasione per profilarsi, e non da ultimo le contrapposizioni frontali delle diverse religioni e etnie. Questa miscela di condizioni sono sfociate in conflitti brutali e complessi.

Con l'invasione delle truppe serbe nella Krajina in Croazia, 30'000 profughi cercarono rifugio nella città di Pula situata sulla punta meridionale della vicina penisola dell'Istria. Pula, una città di 80’000 abitanti, dato la sua posizione strategica, era una volta città di guarnigioni militari, possedeva perciò alcune grosse caserme adatte per accogliere in parte la fiumana di profughi giunti inaspettatamente. Evidentemente si creò un serio problema di sostentamento come pure di assistenza a tutti i profughi.

Andrea, con i suoi volontari, organizza l’aiuto ai profughi di Pula, che scappavano dalle bombe e trovavano rifugio in quelle grandi caserme. Mancavano letti, materassi, coperte, viveri, medicinali, giocattoli per i bambini. Andrea visitava i profughi, raccoglieva i bisogni e tornava con materiale e volontari per sistemare impianti elettrici, idraulici e riparare i tetti. Nei suoi racconti c’era sempre l’immagine della bambina Iwanka, rimasta orfana e finita insieme ai profughi della guerra in una caserma a Pula. Iwanka attendeva sempre l’arrivo dei volontari IUVP a cui si era affezionata. Oggi non sappiamo dove sia Iwanka, ma sappiamo che Andrea ha contribuito ad alleviare le sue sofferenze.

Profuga serba in fuga dalla Krajina

La nascita dell’Associazione Interventi umanitari Valposchiavo (IUVP)

A seguito di questi numerosi interventi che necessitano di una gestione amministrativa e finanziaria notevole, il 12 aprile 1993 viene fondata l’Associazione Interventi umanitari Valposchiavo (IUVP), con lo scopo di sostenere e realizzare progetti di aiuto umanitario nel campo sociale, in caso di catastrofi naturali, di conseguenze di eventi bellici e altre situazioni di emergenza.

Il simbolo rappresenta due persone che si tendono la mano

Andrea diventa presidente di questa organizzazione non profit, riconosciuta anche dal Canton Grigioni, per cui i contributi versati a favore dell’Associazione possono essere detratti dal reddito. Per diventare soci basta versare un contributo a propria discrezione. (Ulteriori informazioni sul sito www.iuvp.ch). L’Associazione ora conta più di 350 soci e molti volontari. Terminate le guerre nei Balcani, l’attività di Andrea continua in Croazia con l’aiuto alle famiglie che accolgono gli orfani di guerra. Ogni anno Andrea raccoglie materiale in Svizzera e con i volontari lo porta a destinazione.

La caduta del comunismo in Romania e Moldavia

Dopo la caduta del comunismo, anche in Romania e Moldavia si apre un nuovo fronte d’intervento. Gli aiuti diventano sempre più voluminosi e lontani. Ogni anno,dal grosso magazzino di Campascio della ditta Iseppi, partono fino a 6 autotreni di materiale vario, raccolto in Svizzera negli appartamenti, negli alberghi, nelle scuole. Il materiale non più usato, ma ancora in buono stato, che altrimenti sarebbe finito in discarica si rivela prezioso negli stati poveri dell’est, negli ospedali, nelle case anziani, nelle scuole, nelle case per gli orfani. Dopo 23 anni di grandissimo impegno, a 88 anni, ritenendo che la società avesse raggiunto solidità e una buona organizzazione, Andrea decide di passare il testimone a nuove forze. Nell’Assemblea avvenuta il 26 febbraio 2016, Andrea Compagnoni lascia la presidenza.

L’assemblea riconoscente lo nomina presidente onorario. Seguirà sempre con attenzione e per quanto le forze glielo consentono, l’attività dell’Associazione.

 

In occasione dei 40 anni dal terremoto in Friuli, Andrea Compagnoni riceve un Attestato di riconoscenza dal Presidente della Regione autonoma Friuli Venezia e Giulia Debora Serracchiani

 

6 maggio 2016 a Trasaghis, da destra in prima fila: Sindaco di Trasaghis Augusto Picco, sindaco nel 1976 Ivo Del Negro, presidente della Regione autonoma Friuli Venezia e Giulia Debora Serracchiani, Andrea Compagnoni con la nipote Alessia e una delegazione di Interventi Umanitari Valposchiavo

Ancora a 89 anni, costruisce un mungitoio per capre particolare secondo le sue esperienze e lo porta con il suo piccolo bus, assieme ad altro materiale, in Moldavia, per insegnare ad alcuni contadini moldavi la sua tecnica di mungitura.

 

Caro Andrea, grazie per la perseveranza in quest’impresa. Senza la tua tenacia non avremmo fatto nulla.

PS:

Il rito funebre con la deposizione dell'urna, si terrà sabato 18 gennaio 2020 nella Chiesa Evangelica di Poschiavo.

Per chi volesse contribuire alla continuazione di questa opera umanitaria:
Per contributi o donazioni:

Banca Cantonale Grigione
7001 Coira
IBAN: CH83 0077 4000 3624 9000 0
Interventi Umanitari Valposchiavo
7742 Poschiavo
Conto 70-216-5

Per donare materiale o merce in buono stato:
Telefono 081 844 11 01 (Roberto Crameri, San Carlo)
Telefono 081 846 55 25 (Severino Passini, Brusio)
Telefono 081 824 33 65 (Rodolfo Maurizio, Maloia)